Il mercato siamo noi

Fantasie sui margini di libertà che può offrire il consumo consapevole. 

Mi emoziona il concetto di intelligenza relazionale definita come “quella capacità di comprendere gli altri, di creare relazioni significative e di interagire in modo efficace con gli altri” (Stefan F. Gross 2003).

Ma soprattutto mi commuove il riferimento alla dimensione creativa di questa intelligenza, quella che “quando 1 con 1 fa sempre più di 2”.

Quindi quando siamo in tanti possiamo sviluppare del valore superiore alla semplice somma delle nostre individualità e questo lo vediamo anche quando scendiamo in piazza per manifestare. Si è vista chiaramente la potenza delle persone in tutto il mondo a sostegno del diritto di esistere della Palestina.

Il fatto è che quando si fa qualcosa per il gli altri e con gli altri siamosi prigiona in noi un senso di appagamento che rasenta la soddisfazione profonda e a volte anche la felicità.

Ma poi siamo sopraffatti da qualcosa, una forza centripeta. Restiamo coi piedi per terra!

Quando “consumiamo”, quindi quando scegliamo cosa mettere nel nostro piatto, a quale compagnia affidare le utenze della nostra casa, che maglietta indossare, quale detersivo utilizzare per la lavatrice, o dove buttare un frullatore rotto, cosa succede?

Ecco talvolta prevale un sentimento di impotenza rispetto ai “poteri forti”: finanza, politici, banche, industrie, lobby… Sembra che il mondo sia pilotato da questi poteri forti, fanno i loro interessi, esercitano una pressione totale sulle nostre teste, io cosa posso fare? non posso nulla.

Subentra l’inazione, quindi lo stare sul divano del consumatore. Un consumatore che sceglie su principi centripeti condizionati da fattori esterni e casuali spesso. Pensiamo che la nostra felicità dipenda dal disfarsi di quel frullatore che nemmeno volevamo comprare ma ce l’hanno regalato con i punti del supermercato. “Non ce la faccio più ad averlo tra i piedi, ho visto la pubblicità di quello autopulente. Basta lo butto nel cassonetto dell’indifferenziata tanto non è vero che differenziano i rifiuti, ci prendono i giro mettono tutto insieme.” Scegliamo spesso sulla base di informazioni vaghe e indotte da interessi minimi, in sostanza senza esercitare il nostro spirito critico, senza farci del bene. Siamo sdraiati sul quel divano. [Ma poi dopo aver buttato quel frullatore cosa altro vogliamo, ondeggiamo da un desiderio all’altro. Brama che alimenta la brama. La mente mente … ma questo è un altro discorso]

Cos’è il mercato? L’incontro tra domanda e offerta. E cos’è la domanda? Se ci pensate bene la domanda siamo noi consumatori. Pensate per un attimo, di mettere insieme tutti i consumatori del pianeta. Se da domani tutti decidessimo di iniziare a votare col portafoglio… Le imprese, i prodotti, l’offerta nel mondo … tutto da domani sarebbe completamente diverso. Il mercato sarebbe diverso, l’intera economia sarebbe diversa. Non lo dico io ma il Prof Ordinario di economia politica di Tor Vergata Leonardo Becchetti, economista civile, in Uomini e Profeti Radio 31/3/26 .

Forse saremmo più felici, sicuramente più liberi perché non sentiremmo il peso di forza che sovrasta le nostre teste ma avremmo la sensazione che le nostre scelte sono significative e addirittura determinanti. Forse la politica sarebbe più efficace, e forse alcuni prodotti non esisterebbero nemmeno (forse l’energia nucleare sarebbe rimpiazzata dall’eolico e dal fotovoltaico definitivamente?).

Le aziende produrrebbero quello che piace a noi, e se a noi non piacciono le zucchine da 0,99 €/kg perché sono prodotte in campi ad agricoltura intensiva ad alto utilizzo di fertilizzanti chimici dannosi perché impoveriscono il terreno e le falde acquifere senza apportare alcun contributo alla salute della persona che le consuma, allora le zucchine a 99 cent non si troverebbero. Così come gli allevamenti intensivi ad alto utilizzo di antibiotici che avvelenano l’aria per le emissioni di CO2, gli animali non ne parliamo proprio ed anche il terreno sottraendolo ad usi più efficaci ed efficienti a livello globale.

Insomma un grande mercato unico informato, furbo, attento e coeso, gentile e in ascolto. Questo è il mercato a cui voglio appartenere.

In questo mercato forse non esistono i 12 uomini che oggi sono i più ricchi del Pianeta e nemmeno i 4 miliardi di poveri che, se sommati, hanno la stessa ricchezza di quei 12. *

 

 

*Secondo il rapporto Oxfam di gennaio 2026, la disuguaglianza globale ha raggiunto livelli record: i 12 uomini più ricchi del pianeta possiedono un patrimonio combinato superiore a quello dei 4 miliardi di persone più povere, pari alla metà della popolazione mondiale. Il loro patrimonio supera i 18.300 miliardi di dollari, evidenziando una concentrazione di ricchezza senza precedenti.

Qual è il vero potere forte dell'economia?
siamo noi consumatori

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